Daniele Ielli sul “Giornale di Pistoia” – 4 novembre 2022

Il sole, il nostro petrolio

Le comunità energetiche rinnovabili

Monsummano, venerdì 4 novembre 2022

Tagliato nel 2021 un importante traguardo sul fotovoltaico ma non dimentichiamoci che siamo dieci anni indietro rispetto alla Germania

La transizione energetica italiana verso le rinnovabili comincia ad avanzare a passo spedito, dopo alcuni anni di colpevoli ritardi.

Dalla metà del 2023, per esempio, non sarà più possibile accedere allo scambio sul posto per i nuovi impianti fotovoltaici, fino a un graduale stop anche di quelli già in esercizio a partire dal 2024. Ma cosa significa “scambio sul posto”? Si tratta di un sistema di incentivazione dell’energia prodotta e immessa in rete, introdotto nel 2009 in risposta all’esigenza sempre più pressante dei consumatori di non sprecare l’energia prodotta.

E’ giusto ricordare che un impianto fotovoltaico produce energia in maniera discontinua al consumo, ovvero solamente quando c’è luce, sono poi i sistemi di accumulo che permettono all’energia prodotta di giorno di essere consumata anche durante la notte.

L’incentivo del calcolo piuttosto complesso, vi evito il mal di testa, sarà sostituito con le comunità energetiche, incentivo molto più comprensibile (110€ x MWh + 9€ di rimborso per minori costi di sistema) che premia l’associazione e la condivisione.

A giugno 2022 in via sperimentale sono partite le prime 100 comunità energetiche (CER) in Italia, mentre nel 2021 abbiamo raggiunto finalmente il fatidico “1 milione di impianti fotovoltaici” (ma non c’è certo da fare i salti ribaltati di gioia!), perché con ben dieci anni di ritardo dopo la Germania che è decisamente avanti a noi, e mi preme sottolineare che due lustri nel fotovoltaico sono come cinquant’anni in mercati più maturi.

Molti passi sono ancora da fare, come abbattere il muro dei 200 kWp dell’impianto di produzione delle CER per accedere all’incentivo, che penalizza le zone industriali, i comuni virtuosi ed evoluti, le isole, le comunità montane e chi ha le risorse per cavalcare le evoluzioni del mercato.

Anche non poter realizzare una comunità energetica sugli impianti già esistenti va nella direzione di rallentare la transizione, ma immagino che si voglia procedere con cautela e vedere cosa succede nel concreto, nonostante le comunità energetiche rinnovabili siano una grande toccasana per la vetusta rete elettrica nazionale, che sopratttutto in provincia soffre proprio l’evoluzione dei sistemi di produzione e l’aumento dei carichi.

Personalmente non capisco la logica tutta italica di impedire alle società di affari l’accesso agli incentivi e al business quando questo è etico, sostenibile e tutto a vantaggio della comunità. Chi fa business lo fa sempre come e comunque: impedirgli gli incentivi delle rinnovabili significa perdere finanziamenti e un acceleratore non indifferente, che rimane sulle fonti fossili, carbone, petrolio ottenendo un doppio risultato negativo.

Le comunità energetiche rinnovabili e l’autoconsumo collettivo pongono le basi per il futuro dell’energia, dove la produzione da FER e l’autoconsumo in loco consentiranno l’eliminazione dell’utilizzo dei combustibili fossili.

Il tetto che ripara dalla pioggia il fotovoltaico oggi è il più grande salvadanaio della tua azienda.

Ecco perché, mai come in questa circostanza, non ci resta che dire che “il sole è il nostro petrolio”.

Daniele Ielli – Amministratore Green Idea Srl.

Daniele Ielli scrive sul Giornale di Pistoia

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